Secondo trimestre di gravidanza

3rd Feb 2014
secondo trimestre di gravidanza

3 Ottobre 2012

“Fra vuoi sapere il sesso del tuo bambino?”

“Ovvio che voglio!”

“Cosa pensi che sia?”

Ho passato l’intera estate con la forte curiosità di sapere se dovessi dare appellativi maschili o femminili alla mia pancia, nel dubbio lo abbiamo sempre chiamato “fagiolino”, sarà anche solo per quella forma allungata dentro un cerchio nero che ci hanno fatto vedere nelle prime ecografie.

Ho sempre saputo che non mi interessava il suo sesso, volevo solo che stesse bene più di qualsiasi altra cosa al mondo.

“…io penso sia un maschietto…”

“Vediamo un pò…cuore di mamma non si sbaglia mai, complimenti Fra, è un maschio!”

Un maschio!! Ora sapevo che i vestitini e corredini vari non sarebbero stati con fiocchetti rosa, che dovevamo pensare ad un nome…e che ci sarebbe stato un erede del cognome di Fabri.

Ero emozionatissima, mia suocera che mi ha accompagnato a fare l’ecografia continuava a dirsi che sarebbe stata una femmina, che doveva essere una femmina, il calcolo delle lune, delle “R”, degli emisferi “impiccieimbrogli” vedevano una femmina…e invece lui senza un minimo di pudore se ne stava lì fiero a mostrare i suoi gioielli di famiglia.

La fase del sonno era finita, mi sentivo bene, in forma e felice. Non ho mai ostentato tanto la mia pancia che esibivo con fierezza, sopratutto quando salivo sui mezzi pubblici.

Purtroppo con la gravidanza il mio ginecologo mi ha tolto subito l’uso del motorino, e per una che non usava altro dall’età di quattordi anni devo dire che è stato traumatizzante, ma per il mio fagiolino questo e altro.

Quando ho saputo di essere in dolce attesa lavoravo in una filiale vicino casa, quindi con dieci minuti a piedi ero in ufficio, fantastico pensavo, finalmente lo stimolo che mi serviva per fare un pò di moto e tenermi in movimento anche incinta…se non fosse che dopo aver comunicato all’ufficio del personale il lieto evento mi hanno spostata di sede: Prati.

Ho detto tutto.

Per chi di voi è di Roma sa di cosa sto parlando: a prescindere da dove si arrivi c’è traffico, a prescindere dalla macchina con cui ci si arriva non ci sarà parcheggio…e se lo trovate, caro vi costa! Insomma, via ai mezzi pubblici. Un tuffo indietro nel tempo quando da ragazzina pretendevo di andare a scuola da sola, quanto mi faceva donna matura! Ora se ci ripenso…quanto mi faceva cretina!! Per darmi un tono rinunciavo alla macchina di mamma, calda, comoda, con la musica…vabbè!

Ed ora rieccomi lì, alle otto del mattino di fronte ad una fermata ad aspettare l’autobus, arriva…e un muro invalicabile di persone mi aspetta dentro!

Infattibile.

Penso allora di prendere la metro B per cambiarla poi con la coincidenza della linea A alla stazione Termini, per arrivare a Prati.

Avete presente cosa significhi scendere a Termini dalle otto del mattino in poi?! …No?? Allora pensate ad una mandria impazzita di gnu che scappa dalle fauci di un leone affamato…ho reso l’idea?

Morale della favola un mese e mezzo dopo questo tram-tram ero nello studio del mio ginecologo a scoprire che quei dolori simil mestruali che sentivo, non erano una fase della gravidanza, ma che al quinto mese e mezzo avvertivo le contrazioni.

Due mesi prima della gravidanza obbligatoria ero a casa con una diagnosi di gravidanza a rischio…ma di questo parleremo la prossima volta…

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *