La pancia in gravidanza

5th Feb 2014

Il tempo di sapere che ero in dolce attesa che la pancia già si vedeva, giuro!


Non ho avuto nemmeno il tempo di realizzare che già mi sentivo gonfia…incredibile, una vita di diete, palestra, restrizioni e poi ti ritrovi fiera e orgogliosa di vedere quella pancetta sporgere!

La gravidanza fa miracoli!


A tre mesi ancora mi ricordo il giorno che ho fatto outing con i miei amici, eravamo tutti ospiti a cena a casa di una di loro per il rientro dalle vacanze, ovviamente per l’occasione ho messo una delle mie canottiere iperattillatissime che non nascondevano di certo le mie forme, così mi presento di fronte a tutti, abbronzata e con la mia pancetta in bella mostra:


“..che bello rivederti Fra, stai benissimo, tutta abbronzata!!”


“…tutto qui?!? non notate nulla?”


“…beh, forse ti sei ingrassata un pochino…”


“E SOLO SULLA PANCIA SI INGRASSA UNO?!?”


Vorrei farvi vedere le loro facce, tutti zitti con gli occhi sgranati a guardarmi…


“…ragazzi, aspettiamo un bebe’!!”


…e da qualche occhio sgranato eccole lì, le lacrime delle amiche di una vita, e ti ritrovi a piangere abbracciata con loro dalla felicità.


Penso non ci sia cosa più strana e bella allo stesso tempo, avere il pancione è una roba pazzesca, cioè sai che dentro di te inizia a crescere un bambino, ma fino a che non vai dal ginecologo l’unica cosa che te lo può far immaginare sono gli sconvolgimenti dell’umore e le mutazioni fisiche: un attimo stai super carica, l’attimo dopo potresti russare in un angolo, un attimo ridi…e due secondi dopo ti ritrovi a piangere e non sai neanche il perchè, ma lo continui a fare, e ti piace!!

(ah, gli ormoni…quei simpaticoni! Io ancora ci convivo)


Piano piano inizi a sentirti stretta nei tuoi jeans preferiti, i tacchi a fine giornata di fanno venire i piedi alla nonna Lella e orgogliosa noti che sarebbe opportuno cambiare taglia di reggiseno.


Ma da qui a sentire dentro un piccolo esserino ce ne vuole.


Aspettavo il giorno della visita ginecologica come i bambini aspettano una volta l’anno l’arrivo di Babbo Natale, quando in quel monitor, da un uovo tutto nero, eccolo lì, il tuo fagiolino e il suo cuoricino che batte veloce, ah, volevo non finisse mai quella visita, lo guardavo e i miei occhi ne erano già innamorati.


Qualche tempo dopo, verso il quarto mese di gravidanza, le prime:


“…ma già lo senti?”


“…no, il dormiglione non si è ancora fatto sentire.”


Eppure durante le ecografie dovevate vederlo, un canguro!!

Stava a zompettarsene di continuo, sembrava quasi che stesse scomodo in quella posizione e dava i colpetti con i piedi spingendosi verso l’alto come a volersi alzare un po’, ma io non lo sentivo affatto.


Poi un giorno, al quinto mese e mezzo, dopo essermi sdragliata sul divano, sento un tonfo interiormente.


Credo di aver smesso di respirare, stavo lì ferma in silenzio ad ascoltare…ed eccone un altro!!


Era lui, lo sentivo!


“eccoti amore di mamma!! …mamma finalmente ti sente!”


Il passo da lì a pregarlo di scalciare con delicatezza è stato breve!
Una sera io e il papà ce ne stavamo abbracciati nel lettone e lui ha mollato un calcio talmente forte non solo da farlo sentire al padre, ma a tal punto da fargli dire: 

“oh, che abbiamo deciso lì dentro? Non si danno questi calcioni a mamma!”


Il ragazzo però non era socievole con tutti, troppe volte sono stata con la mano di chiunque sulla pancia per ore:

“…eppure si è mosso fino ad ora!…ma possibile che non lo senti?!…è proprio qui!!”.


A proposito di chiunque, quante volte persone mai viste nel vedere il pancione sentivano un irrefrenabile desiderio di toccarlo, come dei santoni venivano a benedirmi la panza, ma perchè?! Senza nemmeno conoscermi! Cos’è una tradizione popolare che porta bene?!?


Verso il settimo mese camminavo come un pinguino zoppicante, il nanetto  si era accomodato sul mio nervo sciatico e fare anche solo un passo voleva dire camminare sui carboni ardenti.


Mettere le scarpe da soli era diventato il mostro di fine livello della giornata.


Dopo ogni doccia passavo ore per la fase dell’incremazione, ogni rimedio pur di non vedere nemmeno una smagliatura andava bene, nove mesi di massaggi, creme, cremine, cremette…e l’ultima settimana, prima del parto, ritrovarsi la cartina dei fiumi del mondo stampata sul corpo, via all’appello di tutti i santi.


Che dirvi? Nonostante tutto oggi ripenso al mio pancione con nostalgia, risento il suo piedino accarezzarmi da parte a parte, il suo singhiozzo come un forte battito cardiaco dentro di me, i miei monologhi, i miei chiedergli scusa per ogni volta che mi sono arrabbiata, l’esibirlo fiera sperando che qualcuno sull’autubus notandomi mi avrebbe ceduto il posto (mai accaduto), cantare per lui canzoni a sqarciagola e piangere di gioia per le emozioni che provavo…


non so voi, ma a me tutto questo manca da morire.

 

la pancia in gravidanza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *