Il parto naturale

22nd Feb 2014
parto naturale

Come ormai avrete capito, io non solo immaginavo il mio parto ogni giorno, ma immaginavo che sarebbe stato un parto naturale, senza l’epidurale ad anestetizzarmi e con accanto a me l’uomo che amo a stringermi la mano e darmi forza.

Sono scelte, la mia era questa!

Purtroppo però non siamo sempre noi a poter scegliere, delle volte per complicanze è necessario intervenire chirurgicamente per salvaguardare la salute della mamma o del bambino e in casi gravi quella di entrambi.

Ma prima di pensare al peggio, come si svolge un parto naturale?

Il parto si sviluppa in quattro fasi:

  1. Fase prodromica: caratterizzata dalla presenza di contrazioni irregolari che con il passare delle ore tendono a regolarizzarsi, stiamo parlando delle contrazioni di Braxton Hicks. Il dolore è principalmente localizzato nelle zona sopra il pube e in questa fase può verificarsi la perdita del “tappo mucoso”e perdite di sangue dovuta alle iniziali modificazioni della cervice. La durata può variare da donna a donna e in genere dura circa 5-6 ore e anche meno nel caso delle pluripare (che hanno già avuto almeno un figlio).
  2. Fase dilatante: le contrazioni diventano regolari (una ogni 3-4 minuti) e in genere aumenta la loro durata (30-40 secondi) e l’intensità. Con il processo delle contrazioni si alza la cervice al livello della testa del bambino e ognuna la dilata fino alla sua dilatazione massima che spesso può raggiungere 10 cm e più di diametro. In questa fase si arriva alla rottura spontanea delle acque che però potrebbe verificarsi anche prima della dilatazione completa e addirittura prima dell’inizio del travaglio. Il dolore che si percepisce è prevalentemente nella zona lombosacrale. Anche in questo caso la durata è variabile e potrebbe durare 4-5 ore per chi è al primo parto.
  3. Fase espulsiva: comincia quando la dilatazione è completa. A questo punto viene prodotto un ormone, l’ossitocina, a seguito della dilatazione dell’utero. In questa fase la mamma verrà invitata a spingere durante le contrazioni in modo da assecondare la naturale espulsione del feto. Spesso i medici per aiutare la mamma a partorire a questo punto eseguono l’ episiotomia.

  4. Fase di secondamento: comincia subito dopo l’espulsione del feto dall’utero materno e termina con l’espulsione degli annessi fetali (placenta, cordone, membrane amniocoriali). Di solito la placenta viene espulsa entro 20-30 minuti dall’espulsione del feto. Il limite fisiologico è di un’ora, poi si interviene con la rimozione manuale della placenta eseguita in anestesia generale (secondamento manuale).

 

fasi del parto

 

Questo è quello che succede in maniera naturale e come mi sarei immaginata io che sarebbe stato per me…ma il mio piccolo, si è reso protagonista da subito, cercando di complicare le cose…nel mio caso è stato effettuato un parto cesareo d’urgenza, ma di questo ve ne parlerò la prossima volta.

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