Il parto naturale

Come ormai avrete capito, io non solo immaginavo il mio parto ogni giorno, ma immaginavo che sarebbe stato un parto naturale, senza l’epidurale ad anestetizzarmi e con accanto a me l’uomo che amo a stringermi la mano e darmi forza.

Sono scelte, la mia era questa!

Purtroppo però non siamo sempre noi a poter scegliere, delle volte per complicanze è necessario intervenire chirurgicamente per salvaguardare la salute della mamma o del bambino e in casi gravi quella di entrambi.

Ma prima di pensare al peggio, come si svolge un parto naturale?

Il parto si sviluppa in quattro fasi:

  1. Fase prodromica: caratterizzata dalla presenza di contrazioni irregolari che con il passare delle ore tendono a regolarizzarsi, stiamo parlando delle contrazioni di Braxton Hicks. Il dolore è principalmente localizzato nelle zona sopra il pube e in questa fase può verificarsi la perdita del “tappo mucoso”e perdite di sangue dovuta alle iniziali modificazioni della cervice. La durata può variare da donna a donna e in genere dura circa 5-6 ore e anche meno nel caso delle pluripare (che hanno già avuto almeno un figlio).
  2. Fase dilatante: le contrazioni diventano regolari (una ogni 3-4 minuti) e in genere aumenta la loro durata (30-40 secondi) e l’intensità. Con il processo delle contrazioni si alza la cervice al livello della testa del bambino e ognuna la dilata fino alla sua dilatazione massima che spesso può raggiungere 10 cm e più di diametro. In questa fase si arriva alla rottura spontanea delle acque che però potrebbe verificarsi anche prima della dilatazione completa e addirittura prima dell’inizio del travaglio. Il dolore che si percepisce è prevalentemente nella zona lombosacrale. Anche in questo caso la durata è variabile e potrebbe durare 4-5 ore per chi è al primo parto.
  3. Fase espulsiva: comincia quando la dilatazione è completa. A questo punto viene prodotto un ormone, l’ossitocina, a seguito della dilatazione dell’utero. In questa fase la mamma verrà invitata a spingere durante le contrazioni in modo da assecondare la naturale espulsione del feto. Spesso i medici per aiutare la mamma a partorire a questo punto eseguono l’ episiotomia.

  4. Fase di secondamento: comincia subito dopo l’espulsione del feto dall’utero materno e termina con l’espulsione degli annessi fetali (placenta, cordone, membrane amniocoriali). Di solito la placenta viene espulsa entro 20-30 minuti dall’espulsione del feto. Il limite fisiologico è di un’ora, poi si interviene con la rimozione manuale della placenta eseguita in anestesia generale (secondamento manuale).

 

fasi del parto

 

Questo è quello che succede in maniera naturale e come mi sarei immaginata io che sarebbe stato per me…ma il mio piccolo, si è reso protagonista da subito, cercando di complicare le cose…nel mio caso è stato effettuato un parto cesareo d’urgenza, ma di questo ve ne parlerò la prossima volta.

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