Il parto

4th Mar 2014
il parto

Lunedì 4 Marzo, la mattina alle sei, avevo appuntamento con la mia ostetrica per fare il secondo monitoraggio, si, avete capito bene, alle sei del mattino…avere un equipe intramoenia che ti riserva uno spazio tutto per te a prescindere dagli orari, è anche questo.

Non so bene perché, ma per la prima volta in nove mesi, ho chiesto al futuro papà di accompagnarmi.

Ed eccomi lì…entrare in ospedale, ad un passo dal parto, vedere quelle pancione in camicia da notte fare avanti e indietro…sentire quell’odore…tutto mi ha fatto salire di più la tensione mista alla consapevolezza che per me ci sarebbe stato ancora tempo.

Prima di tutto faccio la visita ginecologica con l’ostetrica, d’un tratto la pancia ha cominciato a indurirsi tutta, poi alza la testa e mi fa:

“…ma hai avvertito le contrazioni? Fra, sei dilatata di circa quattro centimetri!”

Contrazioni? Dilatata?? Io non mi sono accorta di niente!

“vediamo ora il tracciato, e poi decidiamo”

Torno dalla mia dolce metà tutta emozionata, ero dilatata! Ma non so come ero sicura che non fosse quello il nostro momento.

Il mio turno.

“amore mi dispiace che tu non possa entrare, se tutto va bene vado e torno in poco tempo”

La sala monitoraggi dell’ospedale è un via vai di pancione, alcune in travaglio, altre di controllo come me.

“tu.tum.tu.tum.tu.tum….”

“caspita! Di chi è il terremoto in azione?”

“…è il mio!”

“hai capito che caratterino che ha!”

Ovviamente ci siamo fatti riconoscere subito, non ho ben capito cosa stesse facendo, ma lo sentivo tutto in fermento.

“Francesca ora che hai finito voglio farti far fare una visita dal tuo ginecologo che è appena arrivato”

Mi portano in una stanza accanto, uno studio che sembrava essere adibito a spogliatoio degli infermieri tanto il via vai, e io lì sdraiata a pancia all’aria (il concetto di intimità in queste circostanze, non esiste).

“…vede dottore, qui abbiamo già una dilatazione…ma non sento la testa del bambino al tatto…”

“come non senti la testa?!? Fino all’ultima ecografia si vedeva benissimo! Giuro che ci sta!!”

“…non la sento nel senso che tuo figlio non è in posizione…ma qui c’è una mano!”

“UNA MANO???”

Tutto ad un tratto un fiume in piena mi scorre tra le gambe, una sensazione indescrivibile, per rendere l’idea pensate a quando dovete fare pipì, bene, pensate ora di non riuscire a trattenerla e immaginate una cascata…

“presto, portiamola a fare un’ecografia interna! Cerchiamo di capire cosa sta succedendo e in fretta!”

Ero storditissima, non capivo cosa stesse succedendo se non che mi si erano appena rotte le acque, e nonostante tutto non sentivo fosse quello il mio momento, ero stranamente tranquilla.

“Fra, mi dispiace, dobbiamo fare un cesareo d’urgenza o il tuo piccolo inizierà a uscire con il braccio”

No! Il cesareo no!

Io avevo preventivato tutto, ero pronta ad un parto naturale, ci doveva stare il mio amore accanto a me a stringermi la mano e a dirmi di spingere…non la sala operatoria!

Neanche il tempo di reagire che mi ritrovo mezza nuda su una barella con un rotolo intero di carta tra le gambe pronta per essere operata.

Ma il mio compagno?? Lo avevo lasciato in sala d’attesa certo che avrei solo fatto un monitoraggio!

Ed eccolo qui di fronte a me che mi ritrova su una barella con le lacrime agli occhi…

“amore mi fanno un cesareo, mi si sono rotte le acque, ma tu non ti preoccupare!…pensa a ritrovare tutte le mie cose che mi hanno tolto e chi mi hanno lasciato in stanze diverse!”

Immaginate la sua faccia?

Gli avevo appena detto che stavo per partorire e il mio pensiero erano la borsa e le scarpe!!

Ero sotto shock, ero entrata per un semplice monitoraggio e mi ritrovavo a sottopormi ad un intervento.

Ok ci siamo, ero dentro, mi fanno l’epidurale e tempo mezzo secondo non ho più coscienza del mio corpo dal petto in giù, e come mi è capitato altre volte sotto anestesia…inizio a vaneggiare!

“Non temere Fra, io sono accanto a te, se ti senti strana me lo dici e io ti innietto qualche cosa, vuoi una gomma?”

Non mi sentivo così felicemente stordita dai tempi dell’università, e il bello è che l’ho anche detto a tutta l’equipe di medici intorno a me…

“ma come si è messo tuo figlio?…Avete una macchinetta fotografica? Io una roba del genere non credo di averla mai vista!”

Ero dentro da cinque minuti quando d’un tratto lo sento, il suo pianto…l’anestesista mi abbassa il telo messo come separè e lo vedo: due chiappette bianche sopra la mia pancia…e piango, piango come non ho mai pianto di felicità!

Me lo mettono accanto al viso e come per magia, ci guardiamo e lui smette di piangere.

“ben arrivato Amore, Amore di MAMMA”

Alle 9.34 siamo nati tutti e due, lui per la prima volta…e io per la seconda.

Da quel momento me lo hanno fatto rivedere alle 16.00.

Nel frattempo dovevo far passare l’effetto dell’anestesia, chi ha fatto il cesareo ora capirà di cosa sto parlando, finita la magia del parto e usciti i medici, sono rimasta in sala operatoria con le infermiere che finivano di pulirmi…qui la sensazione più brutta di tutta la giornata, quando mi hanno tolto il telo che avevo davanti…le mie gambe erano sulle spalle delle ragazze che mi stavano sistemando…e io non sentivo nulla!!!

Per quasi quattro ore mi hanno lasciata nella sala risveglio, tra i brividi dell’anestesia, lo stordimento generale e un’emozione grande…quando eccolo lì, che si affaccia lui, l’uomo della mia vita che mi ha regalato tutto questo…il 4 Marzo 2013, siamo diventati mamma e papà di Federico.

 

il mio parto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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