Il corso pre parto

15th Feb 2014
corso pre parto

Durante la metà del secondo trimestre di gravidanza mi sono iniziata a chiedere se fare o meno il famoso corso pre parto.

Il mio ginecologo non era tanto per la quale…

“Fra, voi donne siete nate per fare questo, non ti serve un corso, quando sarà il momento, il tuo corpo sa cosa dovrà fare e lo farà!”

Boh, non è che mi avesse convinto troppo.

Chiedo qua e là come al mio solito, e giustamente, mi arrivano pareri contrastanti.

Penso allora di lasciare al caso, apro internet, scrivo corso pre parto sul motore di ricerca, seleziono quelli in zona e mi si apre un mondo.

Inizialmente ho pensato di iscrivermi presso l’ospedale dove avrei partorito, ma sì così conosco l’ambiente, le ostetriche…vedo come funziona…poi ho pensato a dove si trova, al traffico che distingue la via dove si trova…e abbandono l’idea.

Tra i vari risultati della ricerca prendo qualche numero e chiamo, alcuni a pagamento, altri già dal “pronto?” mi sono stati antipatici, altri ancora non mi hanno presa perché già a gravidanza inoltrata, ma io dico, stavo al settimo mese di gravidanza, teoricamente prima avrei dovuto lavorare se non mi avessero messa a casa per via della gravidanza a rischio…quando mi sarei dovuta iscrivere?!?

Poi faccio l’ultimo tentativo, chiamo un consultorio di zona…

“si guardi a fine gennaio inizia il corso, la contatteremo per farle sapere le date”.

Ok, era l’ultimo tentativo…ma io a fine Gennaio sarei stata nell’ottavo mese di gravidanza, considerando che ci sarebbe stato un incontro a settimana e gli incontri in tutto erano otto, la domanda era legittima…ma come posso finirlo per tempo?!

Attacco e non ci penso più.

I giorni passavano e le domande miste all’ansia si facevano sempre più numerose nella mia testa, sapevo che non sarei dovuta correre in ospedale alle prime contrazioni, ma mi chiedevo, avrei saputo riconoscere quelle giuste?

Il respiro durante il travaglio è fondamentale…ma perché si rischia l’apnea?

Poi una mattina, quando me ne ero ormai dimenticata, mi richiama il consultorio:

“…le volevamo comunicare l’inizio del corso…”

Vabbè, meglio tardi che mai, andiamo a vedere di che si tratta.

Il corso pre parto si teneva presso il consultorio in una vietta nel cuore di Roma, da una microscopica porta sulla via si accedeva ad una rampa di scale che mi sembrava infinita….vi ricordo che io avevo il fiatone dal primo giorno di gravidanza!

Entro in una stanza e una ventina di panzone era lì ad attendere l’inizio del corso.

Era una sensazione bellissima, le vedevo accarezzarsi la pancia, stare sedute in quella posizione tipica di chi ha una decina di chili appresso e comunque si metterà, starà scomoda, e lo sguardo inconfondibile di chi guarda la vita con un alone di amore infinito con sé.

Mi sentivo così a mio agio, come un alieno che viene riportato tra i suoi simili.

All’inizio avevo delle aspettative pazzesche, secondo me al corso pre parto mi sarebbe stato detto tutto quello che avrei sentito durante il parto, come lo avrei affrontato e che tutto sarebbe stato bello…invece niente del genere!

All’uscita del nostro primo incontro ero consapevole di essere una donna.

All’uscita del secondo avevo capito che non volevo l’epidurale, che il corpo era il mio e se possibile non avrei accettato neanche tagli lì dove non batte il sole.

No,  non sono matta…ma ero consapevole del fatto che al giorno d’oggi la medicalizzazione viene effettuata anche quando non necessaria, che una donna può farcela anche da sola e che stavo per affrontare l’esperienza più pazzesca di tutta la vita, soffrendo, ne ero certa…ma non vedevo l’ora di viverla.

Ho conosciuto una veterinaria durante il nostro percorso e oggi spero di avere un altro figlio anche solo per rifarmi di tutto quello di cui mi sono privata per la mia prima gravidanza, in quanto ad alimentazione non ci avevo capito un gran ché e nel dubbio non mangiavo nulla…all’ottavo mese ho scoperto un mondo a riguardo.

Ho parlato con una pediatra che ci ha spiegato cosa sarebbe successo dalla nascita in poi, i controlli che gli avrebbero fatto ai primi secondi di vita e i suggerimenti da seguire una volta tornati a casa; con che cosa detergere la loro pelle, come curare il moncone ombelicale, con che cosa fare le lavatrici (tranquille, parleremo di tutto questo più avanti!).

Passavo tanto tempo a rilassarmi praticando ginnastica per il mio perineo e training autogeno…ancora sento quelle parole:

“…ora sentirete l’aria riempirvi i polmoni, pensate a quell’aria, ai polmoni…ora lasciate che esca dal vostro corpo, bene…ora uscite dal vostro corpo e guardatevi dal di fuori, come degli estranei…”

Riuscivo a rilassarmi talmente tanto che mi sarei fatta un pisolino lì per lì, poi arrivava un calcetto e ritornavo sulla terra.

Mi ricordo che ogni volta che ci incontravamo facevamo l’appello di ognuna di noi e quando ne mancava una la domanda era sempre quella:

“ma avrà partorito?”

A conti fatti se oggi chiedeste a me, corso pre parto si o corso pre parto no, la mia risposta sarà assolutamente sì!

Sì perché non vedevo l’ora di confrontarmi con persone che capivano realmente le mie ansie e i miei desideri, li vivevano come me.

Sì perché quando parlavo della mia panza con gli occhi a cuore…vedevo gli stessi occhi riflessi.

Sì perché si parlava il mammese.

Sì perché si conoscono altre mamme…e una volta partorito il vostro piccolo avrà già degli amichetti con cui giocare.

Lì per lì pensavo di non avere le risposte alle mie domande, oggi ho capito che il percorso che ho fatto mi ha aiutata più di quanto, al tempo, non immaginassi.

Che poi sia andata esattamente al contrario di quanto mi fossi immaginata questo è un altro discorso, avrei voluto fare un parto naturale, senza epidurale e medicalizzazioni varie, con accanto l’uomo della mia vita a sostenermi e allattato il mio piccolo fino a che la mia centrale non avesse chiuso i battenti…ma di questo ve ne parlerò un’altra volta.

Come prevedibile il corso non ho fatto in tempo a finirlo, due incontri prima del termine ero in una sala operatoria a dare alla luce la gioia più grande e indescrivibile della mia vita: mio figlio.

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *