Gravidanza a rischio

4th Feb 2014
Gravidanza a rischio

Come vi ho raccontato nel post “il secondo trimestre di gravidanza” a cinque mesi e mezzo ho conosciuto la gravidanza a rischio.

Tutto è iniziato quando a causa del forte stress ho iniziato ad avvertire i classici dolori mestruali che non sentivo da quando ho scoperto di essere incinta.

Durante una visita ginecologica il mio compagno, in apprensione per quanto gli raccontassi ogni giorno, mi spinge a raccontare al dottore di quei dolori che lamentavo durante la giornata. Devo ammettere che io sono una gran testona, e penso di avere una soglia del dolore molto alta, così mi sono convinta che i dolori che avvertivo fossero un normale processo della gravidanza, ma mi sbagliavo.

“..e quando pensavi di dirmi che avverti le contrazioni?!”

Le contrazioni??? Non avrei mai potuto pensare che fossero quelle!!

Dunque per quanto riguarda le contrazioni queste possono essere fisiologiche, ossia normali, se sporadiche e di lieve intensità, se ripetute e dolorose, magari accompagnate da perdite, è consigliato invece rivolgersi al ginecologo.

Da qui massimo riposo per noi.

Le gravidanze a rischio sono quelle per le quali esistono reali o potenziali (fattori di rischio) condizioni patologiche che possano compromettere la vita del feto, della mamma, o di entrambi.

I fattori di rischio sono da distinguersi tra primari, che esistono ancor prima della fecondazione, e  secondari che si verificano nel corso della gravidanza.

Un criterio per valutare il rischio è quello di assegnare un punteggio alla presenza di vari fattori ( l’anamnesi familiare, l’età, le precedenti gravidanze, la presenza di malattie, la presenza di anomalie del tratto genitale, fattori emozionali e di comportamento, fattori socio-economici e altri fattori) distinguendo il rischio in tre categorie: basso, medio e alto.

Nel mio caso sono stata fortunata, mi è bastato tanto riposo e con la scusa mi sono fatta fare qualche coccola in più da parte del futuro papà.

Certo per un vulcano come me pensare di stare ferma non è una cosa pensabile, ammetto che non è stato facilissimo…senza considerare che la donna incinta, vuoi perchè in quanto donna è già cocciuta di suo, vuoi perchè in quanto incinta ha l’istinto della preparazione del “nido” per il suo piccolo…ferma non riesce proprio a stare!

Ovviamente il mio fagiolino valeva più di qualsiasi cosa e quindi me ne sono stata buona buona a casa.

Care mamme purtroppo delle volte bisogna trattare anche questo genere di argomenti,  ma io auguro a tutte voi una serena gravidanza, ricordandovi che essere in dolce attesa non significa essere malate, quindi non abbiate paura di vivere la vita di sempre, più serene starete, più il vostro pancione ne godrà.

D’altro canto ricordatevi che per quanto vi possano sembrare lunghi questi mesi, in fondo non sono una vita,  pensate quindi che tutto quello che magerete, berrete, fumerete, sentirete, vivrete…arriverà a loro, le nostre piccole spugne.

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