Amniocentesi o Bitest (questo è il dilemma)

2nd Feb 2014
Amniocentesi

Maledetto fu il giorno che il mio ginecologo con il suo fare angelico mi ha detto: “Ok Fra, ora devi decidere se fare o meno l’amniocentesi, mi raccomando non hai tanti giorni per farlo, non dobbiamo sforare la 18esima settimana!”.

Tutto qui?! E non mi dici altro??

La decisione era tutta nostra, non è certo un passaggio obbligatorio, ma se decidi di farlo devi ben sapere a cosa vai incontro.

Ci vuole un pò di sincerità nel trattare questo argomento, prima di rimanere in dolce attesa avevo sempre pensato che l’idea di avere un bambino con qualche problema non fosse una scelta giusta, forse che non fosse la scelta giusta per nessuno.

Beh sapete cosa ho fatto?…Mi sono impanicata!

Mille domande, mille paranoie…ero lì con il suo cuoricino nella pancia, il mio in gola e avevo paura, paura di scegliere.

Penso di aver chiesto consiglio a tutti, facevo mie le esperienze degli altri e nonostante tutto non mi sentivo pronta.

Sapete qual’è la mia fortuna più grande? Accanto a me ho l’Uomo più fantastico della terra, lui sa come farmi stare serena e sa affrontare con me la nostra vita giorno dopo giorno, quindi una sera guardandomi negli occhi mi ha dato la forza di sapere che sarebbe andato tutto bene e che prima di fare l’amniocentesi avremmo potuto fare il Bi-test.

Facciamo un pò il punto della situazione tra Amniocentesi e Bi-test.

Il rischio di avere un feto portatore di cromosomopatia è proporzionale all’età materna; per questo in Italia la Legge consente di eseguire gratuitamente l’amniocentesi presso le strutture pubbliche, alle donne da 35 anni in su.

L’amniocentesi si esegue tra la 16sima e la 18esima settimana, ed è la tecnica che risponde con certezza al quesito della presenza delle cromosomopatie, ovvero le grandi alterazioni del numero e della struttura dei cromosomi, non di tutte le patologie genetiche esistenti, che sono moltissime e legate alla mutazione di singoli geni. Essendo una tecnica invasiva porta con sé dei rischi, primo fra tutti il rischio di aborto.

Il Bi-test è invece un esame non invasivo, che si esegue tra la 11esima e la 14esima settimana, e che consiste in un’ecografia fetale (mirata a specifici”markers” di cromosomopatia, quali la presenza dell’osso nasale e la translucenza nucale) a cui si associa un prelievo di sangue alla mamma (dosaggio sierico di proteine di origine placentare – PAPP-A e beta-HCG). Il Bi-test non ha rischi per la salute del feto, ma non è sicuro al 100% nelle conclusioni. Partendo dal rischio di base per età materna incrociato con i risultati degli esami, esprime una nuova percentuale di rischio.

Ogni donna deve poter scegliere consapevolmente quali esami eseguire tenendo conto di queste informazioni, ma anche rispondendo a quesiti molto personali quali: potrei mai interrompere una gravidanza a seguito di una diagnosi spiacevole, o crescere un figlio con importanti problemi di salute?

Aimè non posso darvi la risposta a cosa sia giusto fare, esattamente come venne detto a me quando volevo un aiuto, essere mamme è agire di pancia e di cuore…a voi la scelta più giusta.

 

 

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