Lo scambio di culla

12th Mag 2014

Come verificare al momento della nascita o al rientro a casa che tutto si sia svolto secondo le regole…e che voi abbiate tra le vostre braccia vostro figlio?

Al giorno d’oggi i casi di “scambio culla” sono sempre più rari, ma aimè non del tutto finiti, come fare quindi a renderci conto?

E’ vero ci sta la garanzia del braccialetto messo in sala parto, o sala operatoria, ma il timore ancora rimane; è di pochi mesi fa la notizia dell’ennesimo scambio di culla in Puglia, una mamma si è resa conto dell’errore solo quando tornando a casa, si è provata un maschietto invece che la sua principessina.

La colpa è stata di una serie di circostanze negative, la bambina sarà stata posata sul lettino di un maschietto e di lì vestita con i vestitini del bimbo, predisposti dalla mamma.

La tecnica del bracciale è in uso già da diversi anni, ed è stata ufficializzata da un accordo stato regioni nel 2002; il sistema è più che sicuro, a patto che vengano effettuati i dovuti controlli da parte del personale.

Le linee guida prevedono che siano apposti immediatamente e contemporaneamente, due bracciali, uno alla mamma e uno al neonato, riportanti la stessa matrice, lo stesso codice a barre, la struttura ospedaliera e infine i dati della mamma. E’ il numero progressivo però l’elemento fondamentale, lo stesso verrà riportato sul registro nascita/parti insieme ai dati relativi all’evento, nonché sulla cartella clinica di mamma e neonato.

Il bracciale deve essere portato fino alla dimissione, quando gli operatori sono tenuti a controllare per l’ultima volta la corretta identità.

Il braccialetto viene realizzato in materiale plastico anallergico con una chiusura meccanica a scatto in grado di resistere ad ogni tipo di strappo. Il bracciale può essere tolto solo con le forbici, una volta a casa.

In alcuni punti nascita d’Italia vi è anche l’abitudine di scrivere sulla pancia o sulla schiena del neonato il cognome di mamma o papà con una penna dermografica, oltre al braccialetto, e in altri si usa prendere le impronte del piedino del bambino e del pollice della mamma.

Ad aiutare le mamme a stare più serene e a stringere da subito un contatto con il bambino è il rooming-in, in questo modo non vengono mai separati.

Anche se il neonato dovesse essere portato al nido per un controllo o indossare tutine dell’ospedale, è difficile scambiare il proprio con quello di un’altra; e il numero del bracciale è una garanzia.

In caso che il dubbio si sia insinuato per qualche motivo è possibile effettuare il test del DNA nei laboratori privati specializzati verificando la “maternità biologica”. Il costo si aggira sui 200 euro e sale se dovesse avere valore legale (ma se richiesto dal magistrato è gratuito, come nei casi di ricongiungimento familiare per i residenti stranieri in Italia).

 

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