La porta dell’elfo

12th Dic 2016

Se anche a voi è capitato di vedere in giro sul web foto di porticine piccole e variopinte in questo periodo natalizio, sicuramente siete incappati nella “porta dell’elfo”.

Prima di diventare mamma non ero una grande fan del Natale, anzi…era sicuramente la festa che mi piaceva meno, tutta improntata sui regali, sulla smania di trovare quello giusto…sul traffico…no, decisamente non la mia festa “tipo”.

Poi, sono arrivati i miei bimbi, ed ecco la magia di cercare in silenzio, nascosti in una stanza buia, l’immagine di Babbo Natale volare fuori dalla finestra…

E sentire in lontananza il suono di una campanella che annuncia il suo arrivo…

Vedere i loro occhi…oh, cosa darei per farvi capire quale emozione esplode nel mio cuore di fronte a quelle espressioni!

Le parole non potrebbero mai rendere l’idea.

Finalmente so cosa sia la magia del Natale…e devo tutto ai miei bambini.

Di recente poi mi è capitato di vedere sui social foto di diverse porticine, mi incuriosisco sia per la storia, sia per la realizzazione di una di queste.

La porta dell’elfo è un mix tra un’usanza americana “elf on the shelf” e le fairy doors.

Le origini della storia degli elfi natalizi sono di oltreoceano e risalgono al 2005 quando l’autrice Americana Carol Aebersold e la figlia Chanda Bell scrivono un libro “Helf on the shelf”.

Letteralmente “Elf” ossia Elfo, “on the shelf” sulla mensola, diventa un gioco per le famiglie americane che dal giorno del ringraziamento alla notte di Natale fanno apparire questo simpatico elfetto dentro casa, il suo compito è quello di vigilare, controllare e poi riferire a Babbo Natale, mentre i bambini dormono, come i piccoli si siano comportati, per poi ritornare nella casa la mattina successiva rigorosamente in un posto diverso.

I bambini ovviamente rimangono affascinati da questa storia e ogni mattina quando si svegliano la prima cosa che fanno e’ mettersi a caccia dell’elfo e vedere dove si trova… 

“C’è solo una regola che si deve seguire cosicchè possa tornare ed essere qui l’indomani: Per favore, non mi toccare. La mia magia se ne potrebbe andare, e Babbo Natale non potrà sentire tutto quello che ho visto o di cui sono venuto a conoscenza.”

Il divertimento dei bambini è proprio quello di alzarsi la mattina e cercare dove l’elfo si sia nascosto, inoltre questo gioco li sprona a comportarsi bene perchè l’elfo li osserverà tutto il giorno.

La porta dell’elfo si posiziona proprio tra questa tradizione americana e le Fairy doors inventate e create per le figlie da Jonathan Wright, autore di “Who’s behind the fairy doors?”.

E in men che non si dica, mi sono armata di Das e ho creato la mia.

Una mattina dei primi di Dicembre, eccola lì apparire sulla libreria di casa nostra, colorata e misteriosa, facendo scatenare una incredibile curiosità al mio primogenito dueenne.

Il nostro elfo si chiama Clementino, proprio perchè di indole clemente nei loro confronti, pronto a lasciare dolcetti le mattine seguenti alle giornate buone dei miei bimbi…e letterine piene di faccette tristi quando la giornata non è stata delle migliori…rigorosamente firmata e accompagnata da piccole impronte dei suoi mini piedini (perchè scalzo e quindi con i piedini sporchi).

Ci sarebbe anche da dire che l’elfo potrebbe essere dispettoso quando i bambini non si sono comportati bene, facendo delle vere e proprie monellate (mettere scotch sulle pareti, nascondere giochi o non farsi trovare ad esempio), ma io a casa ho già tre piccole pesti da tenere a bada…direi che questa cosa dei dispetti…non la permetto nemmeno all’elfo dentro casa mia! 😉

Che vi posso dire, a me questa storia piace tantissimo, arricchisce i giorni di attesa del Natale ancor più di magia e mi aiuta a tenere “a bada” qualche capriccetto di troppo…

Insomma, chi la lascia più questa magia???

Ecco qui la nostra porta, messa sopra la libreria, perchè se è vero che i bimbi americani non toccano l’elfo perchè le regole lo vietano…il mio evidentemente…non è americano!!! 😉

 

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